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CORONAVIRUS,
“LA ROSA BIANCA” NON SI FERMA
“In questi giorni voglio confessare il mio disorientamento di uomo di scuola entrando in Istituto privato della possibilità di incontrarvi, di sentire la vostra voce, di ascoltare i vostri problemi. La scuola, possiamo affermarlo serenamente, senza di voi è un organismo privo di senso e le vicende delle quali siamo stati, nostro malgrado protagonisti, hanno contribuito a ribadire questa consapevolezza”. Sono le parole con cui il dirigente Marco Felicetti si è rivolto agli studenti de “La Rosa Bianca” di Cavalese e Predazzo in una lettera scritta nei primi giorni di sospensione dell’attività didattica a scuola.

Fin dalla prima circolare ministeriale che ha decretato la chiusura degli istituti scolastici, la dirigenza della Rosa Bianca si è data da fare per organizzare l’attività didattica sostitutiva. Attualmente la scuola garantisce lezioni in videoconferenza tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12.15. Lezioni che gli studenti possono seguire comodamente da casa, interagendo con compagni e insegnanti. Attualmente sono oltre 50 i docenti autorizzati a lavorare da casa, mentre un’altra trentina lavora da scuola, ognuno in un’aula dedicata. Gli studenti hanno risposto positivamente, con una frequenza delle lezioni on-line che si attesta attorno al 75%, percentuale che raggiunge il 90% nelle classi quinte. Da lunedì l’attività didattica verrà ulteriormente rafforzata: i docenti saranno a disposizione degli studenti con sportelli pomeridiani on-line dalle 15 alle 17: in questa fascia oraria i ragazzi potranno contattare gli insegnanti individualmente o in gruppo, per richieste di chiarimenti e spiegazioni. Dalla prossima settimana, inoltre, ricomincerà anche l’attività valutativa, attraverso piattaforme che permettono l’assegnazione di compiti in tempo reale e di effettuare interrogazioni.

Il dirigente Marco Felicetti vuole trasmettere agli studenti, alle famiglie e agli insegnanti un messaggio positivo e incoraggiante: “La scuola, insieme alle carceri e ai conventi, è l’istituzione che meno si è evoluta nel tempo. Questa situazione sanitaria straordinaria ha dato la scossa a un sistema scolastico che tendeva a restare fossilizzato su determinate modalità didattiche. Mi auguro che queste settimane di chiusura forzata degli istituti scolastici siano l’occasione per rivedere alcune modalità di insegnamento, aprendoci ancora di più alle nuove tecnologie e agli strumenti che abbiamo a disposizione per mantenere un rapporto con gli studenti anche all’esterno delle aule. Penso, per esempio, agli sportelli pomeridiani che avvieremo lunedì: questa potrebbe essere la sperimentazione di un progetto da portare avanti anche in futuro. La risposta positiva degli studenti alle videolezioni ci conferma non solo il loro bisogno di normalità in una situazione di eccezionalità, ma anche il loro bisogno, forse inconsapevole, di scuola. In questo momento il mio pensiero va a tutti gli studenti, in particolare a coloro che stanno terminando il loro percorso scolastico superiore e che guardano agli esami con comprensibile preoccupazione. Posso assicurare che non verranno lasciati soli: la scuola sarà al loro fianco fino all’ultimo giorno”. Infine, un’ultima considerazione del dirigente: “In un momento davvero difficile, l’intero Paese riconosce finalmente che la sanità e la scuola italiana sono un’eccellenza di cui andare orgogliosi”.

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