La mobilità nell’area dolomitica, si discute il primo ottobre a Predazzo - Fiemme e Fassa - aziende, eventi, cinema, notizie

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comunicato stampa
La mobilità nell’area dolomitica
Le  Provincie Autonome di Trento e Bolzano  pare abbiano compreso  della necessità di agire con urgenza e con interventi  a riguardo  dell’annoso problema della mobilità nelle valli dolomitiche. Il primo ottobre un importante convegno a Predazzo.

Per quanto le scelte che si faranno non saranno mai del tutto la vera soluzione  esse sono comunque da ritenersi  popolari. Impopolare semmai è la posizione e l’ostruzionismo di coloro che  agiscono affinchè tutto rimanga allo status quo  per difendere interessi particolari  ed insensibili  alle necessità delle popolazioni locali, la scarsa qualità della vita dei residenti e la necessità di far fare all’offerta  turistica il necessario salto di qualità.

Investire in trasporto pubblico significa elevare il livello di civiltà dei territori . Una lezione  che meriteremmo di imparare ad es guardando alla città di Bogotà, capitale della Colombia,che  negli ultimi anni  ha affrontato i problemi legati all'integrazione sociale, all'istruzione, all'edilizia abitativa e allo spazio pubblico, specialmente attraverso innovazioni nel settore dei trasporti. Bogotà ha ricevuto anche il plauso dell'Unesco che l'ha proclamata 'Capitale mondiale del libro per il 2007.

In questi valori un territorio UNESCO quali anche le Dolomiti devono imparare ad investire.

Ora coloro che hanno la responsabilità delle scelte future sui trasporti devono avere il coraggio di fare scelte popolari lungimiranti che guardino avanti negli anni e non solo nei mesi. Non bisogna aggirare il problema traffico aggirando il fenomeno  ma affrontandolo al cuore e per fare questo non è sufficiente guardare alle sole Dolomiti ma allargare l’obiettivo mobilità partendo dalle città come Bolzano e Trento sino a spingersi alle periferie delle province.

Siamo a  70 anni esatti da quando   “Il 25 novembre 1946, l’Amministrazione Provinciale di Trento comunicò  alla Magnifica Comunità di Fiemme che si è venuta concretando una iniziativa di essenziale importanza per le future sorti della Regione. Si tratta di studiare il coordinamento  e il completamento di un complesso di ferrovie regionali elettriche  a scartamento di un metro, tutte in sede propria, dotate del più moderno e confortevole materiale rotabile , in modo da costituire, quale arteria base , un collegamento ininterrotto dall’Engadina alla conca di Cortina d’Ampezzo, attraverso la Val Camonica, il Passo del Tonale, le Valli di Sole, di Non, di Fiemme, di Fassa e Livinallongo. In senso più lato collegherà Coira, capitale del Grigioni  Svizzero, sita sul Reno, con Trento e Dobbiaco alle sorgenti della Drava a Calalzo sul Piave. Il progetto è grandioso ma attuabile se si pensa al fatto che sul tratto Coira-Trento, su 185 km , 90  sono già in  servizio. Si specifica anche che questa iniziativa, se attuata, risolverebbe in modo completo e una volta per sempre il problema della totale valorizzazione turistica della Regione Tridentina creando quella che sarà la più bella ferrovia d’Europa“ La citazione in grassetto è tratta dal libro “ Vapore in Val di Fiemme” terza edizione  di  Mariano Delladio di Tesero.

A distanza di 70 anni questi obiettivi si ripropongono con sempre maggiore forza. Nelle Dolomiti prende forza la convinzione che il futuro delle comunità è legato alla ferrovia  e che ad cessa si affida il compito di offrire anche alle zone più marginali l’opportunità  ridisegnare il proprio futuro economico e sociale.

L’1 ottobre a Predazzo con i tecnici ferroviari si discuterà di tutto ciò in un importante convegno pomeridiano che nelle relazioni si svilupperà tra Cortina e Bolzano attraverso le valli Gardena e Badia, da Trento a Penia attraverso le valli di Cembra, Fiemme  e Fassa, da Calalzo a Cortina sino a toccare i territori della Valle del Cordevole, Fodom, Livinallongo, Agordo ed  Alleghe.

Ma a Predazzo verrà ribadita la necessità di passare dall’idea di Treno delle Dolomiti a quella di Trento delle Alpi guardando al prolungamento della Trento-Malè verso la Valtellina e l’Engadina ed il prolungamento della Merano –Malles verso l’Engadina o in alternativa Landeck.  

Detta così pare un’impresa impossibile ma la realtà è che le Dolomiti e le Alpi devono recuperare un ritardo infrastrutturale ferroviario di quasi 120 anni e che nel corso dei decenni passati in parte in queste zone si più investito per demolire che per costruire infrastrutture alpine ferroviarie; l’ex  ferrovia Ora-Predazzo, la Dermulo –Mendola, la Bolzano –Caldaro, la ferrovia della Val Gardena, la Mori-Arco-Riva , la Brunico –Campo Tures, la  Merano –Lasa sono tra le dimostrazioni più evidenti.

Per ulteriori informazioni:
Massimo Girardi - Associazione Transdolomites - cell 320.4039769

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