Massimo Girardi, Transdolomites: ospedale di Cavalese e non solo - Fiemme e Fassa - aziende, eventi, cinema, notizie

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comunicato stampa
Ospedale di Cavalese e non solo

La sfida che sta alla base di una proposta quale quella di una nuova ferrovia  tra Trento e le valli dell’Avisio sta nella capacità di cucire una simile idea con quelle che sono le vicissitudini, le necessità e le ambizioni dei territori. Deve essere insomma una progetto fortemente in sintonia con il territorio e non una mera infrastruttura.

Sarebbe un grave errore pensare o volere che un’idea di questa levatura possa essere pensata per una vocazione a prevalenza turistica ma al contrario esse deve trovare la sua più ampia giustificazione se è studiata per porsi al servizio dei residenti.



La sentenza di chiusura del punto nascite  di Cavalese, per la questione sanità, l’apertura delle nuove terme a Pozza di Fassa sempre in un contesto sanitario e di opportunità turistica, il traguardo del 2026 con la previsione di avvio dell’esercizio del nuovo traforo ferroviario del Brennero devono porre delle immediate e forti riflessioni che non devono avere lo scopo di distogliere l’attenzione dalla necessità di dare risposte rapide al problema dell’ospedale di Cavalese, ma aiutarci a comprendere che passo dopo passo lo status quo nel quale versano le valli dell’Avisio di chiama il  rischio  progressivo di una esclusione dal contesto centrale, ossia di essere sempre più periferie.

In questo senso chiediamo che in questo momento  il nostro intervento e contributo sulla questione sanità non sia interpretato come opportunismo a sostegno di un’idea che da anni promuoviamo e sosteniamo, ma dalla necessità  di guardare con determinazione al  futuro delle comunità dell’Avisio.

Il nostro primo auspicio è che il punto nascite di Cavalese non chiuda e continui a rimanere un punto fermo di riferimento per le valli e che allo stesso tempo questo ospedale sia posto nelle condizioni di rispondere al meglio ai bisogni di assistenza sociale per residenti e turisti. E proprio guardando a quest’ultimi  sarebbe importante non dimenticare che dato l’innalzamento della età anagrafica  dei turisti in queste valli, l’efficienza ospedaliera di Cavalese è fondamentale anche e per il futuro turistico delle valli in quanto le scelte delle destinazioni turistiche sono anche legate alla qualità dell’offerta dell’assistenza sanitaria.

I detrattori o anche semplicemente i dubbiosi sulla ferrovia Trento-Penia battono il tasto sui costi di realizzazione e gestione di tale opera, ma dimenticano che anche l’essere privi di una simile opportunità ha un costo inestimabile. È un costo che queste comunità pagano quotidianamente da tanti e tanti anni e che le vede ancora oggi escluse della nuove opportunità derivanti dal fatto di essere direttamente connesse alla  rete ferroviaria nazionale ed europea.

Questa situazione di marginalità del corso dell’evoluzione della storia, ed in parallelo la peridita di servizi essenziali come quelli legati all’assistenza sanitaria può attivare un circolo vizioso anche pericoloso che negli anni potrebbe portare ad una abbondono progressivo di questa parte del territorio montano.

Nelle dichiarazioni rese pubblicamente ai media, Giovanni Zanon, Presidente della Comunità di Fiemme, ha centrato con un’istantanea il problema di fondo con le quali le valli devno convivere.  Non si è compreso cosa vuol dire vivere in questi territori , non si è compreso  il senso di dover fare 80 chilometri per raggiungere un ospedale.

E’ un’affermazione molto sensata che nasconde una doppia lettura ossia che quegli 80 chilometri nelle condizioni di mobilità attuale possono essere anche un disincentivo  a salire per raggiungere Cavalese e le valli.

Più la distanza si ampia , più questo aspetto acquista un peso anche determinante. Più le condizioni di raggiungibilità di una determinata destinazione sono difficoltose, più essa diventa periferica e dunque rimane esclusa dal fatto di poter contare sull’  apporto della professionalità di gente esterna alle valli.

Il come raggiungere una certa destinazione sia turisticamente che per lavoro acquista sempre più rilevanza e in tale senso la disponibilità di un collegamento ferroviario farà sempre più la differenza per importare nelle valli importanti risorse umane e  per garantire di conseguenza un alto standard di vita e di occupazione anche per i residenti.

Questo vale per l’ospedale di Cavalese così come anche per i servizi pubblici e privati tra cui ad es. l’ultimo soggetto importante che si è attivato in Va di Fassa, cioè le Terme di Pozza che potranno certo  rappresentare un’importante opportunità per il Centro Fassa e la stessa valle ma che in un quadro anche qui di esclusione da un vero concetto di rete di mobilità pubblica  si trovano in una condizione di svantaggio rispetto a simili centri che possono promuoversi attraverso servizi di mobilità a 360 gradi come appunto nel cosa dei centri termali servizi dalla ferrovia.

Se da una parte si elogia alle potenzialità ad es delle tecnologie della comunicazione, della banda larga, con estrema attualità emerge il tallone di Achille circa il  problema dalla raggiungibilità fisica dei territori. Ecco qui  la necessità di guardare con urgenza e pragmatismo  al traguardo del nuovo traforo ferroviario del Brennero. Se ad es. da Trento, Bolzano le distanze. con Monaco si dimezzeranno come tempi di viaggio, paradossalmente le valli di Fassa e Fiemme soprattutto potrebbero aumentare la loro condizione di periferie in assenza di collegamento ferroviario.

Questo perché chi sarà raggiungibile con questa modalità sarà sempre più vicino e guadagnerà in opportunità,  e chi ne sarà sprovvisto sarà sempre più escluso e di conseguenza anche l’offerta di servizi pagherà lo scotto di questo svantaggio.

Per ulteriori informazioni:
Massimo Girardi - Associazione Transdolomites - cell 320.4039769

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