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In Afghanistan con Emergency,
Riccardo Defrancesco racconta la sua esperienza
A Predazzo e a Moena, Riccardo Defrancesco racconta la sua esperienza negli ospedali della associazione di Gino Strada in luoghi di conflitto. Ci parlerà della situazione in l’Afghanistan e dell’attività sanitari di Emergency in due diverse serate: mercoledì 28 agosto nell’aula magna del Comune di Predazzo e mercoledì 4 settembre nell’aula magna del Polo scolastico di Moena, sempre alle ore 21.00.

Riccardo Defrancesco è un giovane che ha poco più di 30 anni. È di Moena e dopo la scuola di infermiere ha lavorato a Rovereto in medicina sub-intensiva e in Val di Fassa come infermiere sul territorio. Poi ha deciso di partire per andare a lavorare con Emergency. Ha superato una selezione non semplice, nella quale vengono valutate sia le motivazioni che le capacità di fronteggiare situazioni di emergenza, e nel 2016 è partito per la Libia.

Dopo essere stato per 3 mesi in un piccolo ospedale libico, è stato mandato nel Kurdistan iracheno, dove Emergency aveva aperto dei centri sanitari nei campi profughi, e in un ospedale a Erbil, vicino a Mosul. La sua esperienza più importante è stata in Afghanistan, Paese che vive ancora oggi situazioni d conflitto molto pesanti. È stato per oltre una anno nel centro chirurgico per le vittime di guerra di Kabul, dove à vissuto una esperienza sia sanitaria che umana molto intensa, imparando anche a gestire le “mass casualty”. A causa di attentati o bombardamenti arrivavamo in ospedale molti feriti gravi contemporaneamente. “Si tratta di un’esperienza molto forte – racconta - perché noi abbiamo l’idea che l più grave deve essere soccorso per primo, ma in quei casi si deve cercare di salvare il maggior numero di vite: non ci si può permettere di perdere ore per un’operazione dall’esito incerto, se nelle stesse ore si possono salvare magari 10 tra gli oltre 100 feriti in attesa di soccorso. Queste situazioni ti sconvolgono, soprattutto le prime volte.”

Dal 1994 fino ad oggi Emergency ha operato in 18 Paesi, soprattutto in luoghi di conflitto, ed ha curato 10 milioni di persone in presidi sanitari di eccellenza e gratuiti per tutti. “Noi portiamo tutte le novità della medicina per poter lavorare come nei nostri ospedali - dice Riccardo - e per certi aspetti anche meglio. Per quanto riguarda ordine e pulizia c’è un livello che non si trova in tutti i nostri ospedali, inoltre lì tutto il processo di cura è molto più semplice, leggero e mirato a quello che serve davvero. La mortalità è solo del 3-4%, anche se arrivano molti pazienti in situazioni gravi.”

Riccardo Defrancesco, che in settembre ripartirà per andare in Sierra Leone, è nel suo paese in questi giorni e con il Gruppo Emergency di Fiemme e Fassa, in collaborazione con Biblioteca e Comune di Predazzo e con Perle Alpine e Comune di Moena, può condividere la sua esperienza.

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