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Ospedali: rispolveriamo per non dimenticare ...

dopo un anno, tutto è ancora attuale!
Riproponiamo la mozione provinciale in difesa dei punti nascita periferici di Arco, Cavalese, Tione e Cles, presentata da Maurizio Fugatti (Lega Nord) il 23 febbraio scorso e l'esito della votazione stessa, bocciata anche da tre dei quattro nostri rappresentanti.


Trento, 23 febbraio 2015
PROPOSTA DI MOZIONE n. 234
Programmazione integrata delle politiche sanitarie e sociali: punti nascita

Premesso che,
la deliberazione della Giunta provinciale n.2114 dd 05.12.2014 “Indirizzi per il riordino della rete ospedaliera” presenta al suo interno alcune tabelle contenenti il raffronto tra la configurazione attuale e quella futura degli ospedali di Trento, Rovereto, Tione, Arco, Cles, Cavalese, Borgo Valsugana rapportate al Pdm (Piano di miglioramento 2013-2015) per l’area ospedaliera.
Per quanto concerne Cles, Tione e Cavalese si legge “Assetto dell’Area materno infantile da definire” mentre per Arco “Sale operatorie per…ginecologia H12”. Si ricorda che Borgo Valsugana ha già subito la chiusura.

Preso atto che,
si punta alla chiusura dei punti nascita che presentano un numero di parti inferiori ai 500. A tal proposito, se da un lato il Presidente Rossi ha dichiarato prima dell’incontro a Roma con Lorenzin che «Al ministro non andremo a chiedere deroghe, ma modi più flessibili di applicare le regole… Noi chiederemo che si tenga conto di un conteggio (dei parti) su più anni», l’Assessore Borgonovo Re ha affermato che «Dopo le ultime dichiarazioni della ministra l’incontro non ha significato, visto che è assolutamente chiara la linea indicata».

Dato che,
i servizi degli ospedali di Valle trentini sono sempre stati garantiti, dimostrando la loro efficacia, efficienza e professionalità, si ritiene doveroso e urgente trovare una soluzione intermedia, puntando anche sul numero molto basso di mortalità nei reparti maternità “alpini” e sulla sicurezza considerato che la percorrenza di lunghe distanze (vedi il caso della piccola Nicole a Catania) potrebbe avere conseguenze drammatiche. In questo modo si potrebbe garantire la presenza di tutti i punti nascita presenti nelle Valli.

Ricordato che,
alla domanda “Ma se i suoi colleghi di giunta volessero assolutamente mantenere aperti i punti nascita oggi in discussione che farà? Si rimangerà la proposta?” la risposta dell’Assessore Borgonovo Re è stata “Non ho intenzione di farlo”.
Constatato che,
nella delibera del riordino dei servizi ospedalieri approvata dalla giunta provinciale non sussiste “un quadro completo delle funzioni ospedaliere, in grado di rappresentare con chiarezza il giusto bilanciamento tra gli standard sanitari, la situazione economica e la necessità di copertura del territorio tenendo conto delle peculiari condizioni geografiche di un territorio di montagna come il Trentino…” e “un assetto complessivo sui punti nascita…coinvolgendo nelle scelta anche i territori, i quali negli ultimi mesi si sono fortemente mobilitati sul tema raccogliendo oltre 50.000 firme a sostengo del mantenimento dei servizi negli ospedali periferici. Firme che sottoscrivono richieste che al momento non trovano nessuna risposta”.

Visto che,
«Chi vive in montagna lo fa anche a beneficio degli altri, ma per mantenere la gente in montagna servono servizi e professionalità».

Preso atto che,
per quanto concerne il punto nascita ad Arco, “il rilievo delle nascite nel punto di riferimento altogardesano, dopo il picco del 2001 (527) e contemplando oscillazioni fisiologiche, era rimasto in sostanza stabile: nel 2013 i nati furono 481, nel 2012 509 (esattamente come nel 2010)”… Per il 2014 (383 parti) si tratta dunque di un importante decremento che però “non può essere letto come una conferma alle tesi di coloro che in Provincia starebbero pensando di chiudere o almeno depotenziare (tra gli altri) il punto nascite arcense perché di norma non supera i 500 parti, ma è proprio originato da quella polemica”. Infatti, per un certo periodo di tempo nel 2014, Arco aveva fatto riferimento alle indicazioni della Giunta provinciale che impedivano i parti cesarei programmati e i parti considerati a rischio nelle strutture ospedaliere di Valle, dirottando quindi le partorienti con cesareo programmato o con patologie anche a basso rischio verso altri ospedali.
La stessa Borgonovo Re, negli scorsi mesi ha dichiarato “Sono solo illazioni: non vi è alcuna intenzione di depotenziare o chiudere il punto nascite di Arco”, nonostante ultimamente si sia allineata alle direttive del Ministro Lorenzin che porterebbero alla sua chiusura stante la soglia fissata dei 500 parti annui.

Tutto ciò premesso,
il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

  • 1) a prendere una posizione unitaria in Giunta provinciale sulla tematica, considerato che all’interno della maggioranza provinciale non vi è un quadro condiviso e ciò crea confusione nei cittadini e nelle strutture ospedaliere di Valle;
  • 2) a comunicare al Ministro Lorenzin la volontà di mantenere i punti nascita di Valle vista anche la competenza in materia sanitaria che deriva dall’autonomia che lo stesso Governo romano è tenuto a osservare e a rispettare, considerato che “negli ultimi mesi (i territori) si sono fortemente mobilitati sul tema raccogliendo oltre 50.000 firme a sostengo del mantenimento dei servizi negli ospedali periferici” e «Chi vive in montagna lo fa anche a  beneficio degli altri, ma per mantenere la gente in montagna servono servizi e professionalità»;
  • 3) a mantenere aperto e a non depotenziare il punto nascita di Arco constatato che il decremento dei parti nel 2014 è dovuto al fatto che, per un certo periodo di tempo, Arco aveva fatto riferimento alle indicazioni della Giunta provinciale che impedivano i parti cesarei programmati e i parti considerati a rischio nelle strutture ospedaliere di Valle, dirottando quindi le partorienti con cesareo programmato o con patologie anche a basso rischio verso altri ospedali;
  • 4) a mantenere aperti e a non depotenziare i punti nascita di Cles, Tione e Cavalese, vista la distanza di tali strutture ospedaliere da Trento e Rovereto.

Cons. Maurizio Fugatti - Lega Nord Trentino


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