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Istituto La Rosa Bianca
COMUNICATO STAMPA
Seconda partita dell'amicizia
fra i profughi di Pinè e la Rosa Bianca
Si è svolta martedì 23 maggio scorso, presso il Palazzetto "A.Weisz" dell'Istituto di Istruzione di Cavalese, la "partita dell'amicizia". Partita dai forti connotati simbolici, che ha visto confrontarsi una rappresentativa di studenti dei vari indirizzi della sede di Cavalese, con 18 ragazzi, richiedenti asilo, tutti inseriti nel progetto di accoglienza straordinaria gestito dalla Provincia Autonoma di Trento con la Croce Rossa e il Centro Astalli.

I ragazzi  provengono dai paesi dell'Africa subsahariana: Senegal, Gambia, Mali, Burkina Faso, Guinea Bissau, Guinea Conakry, Costa D'Avorio, Ghana.

Alcuni di loro sono in Trentino da quasi due anni e sono inseriti in percorsi di studio o di tirocinio. Alcuni, con maggiori competenze, hanno già un contratto di lavoro.

Altri sono appena arrivati e frequentano quotidianamente il corso di italiano organizzato dal Cinformi.

La partita dell'amicizia era stata organizzata lo scorso anno ad aprile con gli studenti della Rosa Bianca era rimasta molto impressa nel cuore dei ragazzi di Miola per la bella accoglienza ricevuta e per il clima di amicizia che si è creato.

I ragazzi hanno chiesto in più occasioni di poter tornare a Cavalese per incontrare gli studenti e per una nuova sfida sportiva. Detto fatto. Martedì si è replicato in un bel clima di scambio amichevole nel nome dello sport: l'integrazione è stato ricordato, a più voci dal Dirigente Scolastico prof. Lorenzo Biasiori, dal Vice Preside Michel Malfer, dal Presidente del calcio Fiemme Luca Consigliere, passa anche da un pallone. Perchè lo sport, affermava Nelson Mandela, " ha il potere di cambiare il mondo. Di unire la gente. Parla una lingua che tutti capiscono. Lo sport può creare la speranza laddove prima c’era solo disperazione". Parole di un uomo davvero speciale, che non ha mai tifato contro. Un autentico paladino della giustizia in un Paese dove i bianchi la calpestavano. Nelson Rolihlahla Mandela, “Madiba” per tutti i sudafricani di colore.

Un ragazzo, a nome di tutti  ha parlato ringraziando il Dirigente Scolastico e gli amministratori presenti ( Franco Chiodi per il comune di Cavalese e Dorothea Corradini per il comune di Castello Molina, quale accompagnatrice della famiglia ospitata a Castello) per l'accoglienza. Ibrima, questo il suo nome, è senegalese, lavora con contratto fisso presso una pasticceria dell'Altopiano di Pinè.

In sintesi, quella andata in scena martedì pomeriggio è stata una bella giornata di sport nel nome dell'amicizia e della voglia di stare insieme.

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