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Ri-costruire con il legno nell'emergenza post-sisma - tecnologie a confronto
La filiera del legno trentina: dalla scuola all'impresa

Durante l'anno scolastico 2016/2017 la classe 5a DTA dell'Istituto La Rosa Bianca, ha partecipato ad un progetto di alternanza scuola lavoro a cui hanno partecipato altre cinque scuole trentine Costruzioni Ambiente Territorio ad indirizzo legno:
  • l'I.T.E.T “Felice e Gregorio Fontana” di Rovereto, che ha organizzato l'evento;
  • l'Istituto di Istruzione “La Rosa Bianca” di Cavalese;
  • l'Istituto di Istruzione “Lorenzo Guetti” di Tione;
  • l'Istituto Tecnico e Tecnologico “Giacomo Floriani” di Riva del Garda;
  • l'Istituto Comprensivo di Fiera di Primiero.

Il progetto si è articolato in tre fasi.
La prima fase, FASE A, si è svolta tra il mese di gennaio e febbraio. Tramite delle videoconferenze gli studenti delle scuole hanno ricevuto una formazione sulle dinamiche dei terremoti, sulla necessità di fare prevenzione, sull'attività della protezione Civile nella gestione dell'emergenza post sismica e sulla storia dei M.A.P. (Moduli Abitativi Provvisori) e dei SAE (Soluzioni Abitative d'Emergenza), sulle diverse tipologie realizzabili de sulle problematiche ad essi collegati.

La seconda fase, la FASE B, prevedeva la trasferta nelle zone del sisma. Dal 18 al 21 Aprile una rappresentanza della classe 5a DTA composta da tre studenti: Mirco Sieff, Lorenzo Morandini e Mirco Rossi; accompagnata dai docenti Geremia Vergoni e Rita Gelmi; si è recata assieme alle altre scuole partecipanti, nelle zone terremotate per quattro giorni e tre notti. Qui i ragazzi hanno potuto vivere sulla propria pelle l'esperienza di dormire nelle tende della protezione Civile allestite appositamente presso “Casa Gioiosa” di Montemonaco (AP). All'arrivo i ragazzi sono stati istruiti sul funzionamento di un Campo della protezione Civile e sulle norme di comportamento da mantenere, divisi poi nelle varie tende e dopo essersi sistemati siamo stati accolti dai Nu.Vol.A per la cena.
Il giorno 19 siamo stati silenziosi osservatori della violenza del sisma, abbiamo visitato il cantiere, avviato da poco, dei S.A.E ad ARQUATA e scorgendo anche dal basso il centro storico che è completamente andato distrutto. Abbiamo sentito il rumore delle ruspe che spostavano cumuli e cumuli di macerie. Qui abbiamo incontrato il Sindaco che ci ha illustrato la gestione del cantiere dei S.A.E. Subito dopo ci siamo diretti nel cantiere di PESCARA DEL TRONTO dove 26 moduli verranno consegnati a breve.

L'ultima tappa della lunga giornata è stata NORCIA. Scesi dal pulman abbiamo subito percepito un senso di vuoto. Abbiamo passeggiato tra le stradine di Norcia, rimanendo ammutoliti nel vederla senza vita. Il passaggio di un carro funebre ha scagliato in noi la consapevolezza che non sono state solo gli edifici ad essere stati feriti ma anche le persone. Persone fino a qualche tempo fa, abitava e caratterizzava questi luoghi.
Abbiamo avuto poi, la possibilità di passare vicino alla chiesa della quale ormai rimane solo la facciata, i vigili del fuoco ci hanno raccontato il giorno del sisma e ci hanno spiegato il motivo per cui è crollata la chiesa. Ci sono poche persone in giro, qualche negoziante ha già riaperto la sua bottega delle specialità locali e ci ferma per strada qualcuno dei nostri compra un po’ di formaggio e dei salami tipici.
Norcia è una città dalle caratteristiche mura medievali, sarebbe stato bello vederla viva e senza ferite, ma quello che abbiamo percepito è la volontà sua e dei suoi abitanti di tornare presto come prima. Un sorriso sommesso nei nostri cuori, rivolti al loro coraggio e alla loro voglia di vivere.
Tornati al campo i ragazzi si sono messi al lavoro per raccogliere le foto, i video, le impressioni e le sensazioni della giornata.
Il giorno 20 ci siamo recati a Castelluccio nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Qui, accompagnati dalla nostra guida, abbiamo percorso a piedi tutto il Pian Grande, che è l’altopiano più grande d’Italia e si trova ad un’altezza di 1300m. slm. Il paesaggio è magnifico, siamo circondati dal Monte Vettore e altri monti tutti innevati, il clima quassù oggi non è molto mite, il sole ci accompagna a tratti e un vento gelido non ci lascia mai, camminiamo ascoltando i racconti della vita in quei magici luoghi degli agricoltori e sulla leggenda della Sibilla mentre affiancavamo i campi di lenticchie. Avvicinandoci verso Castelluccio, il vento urla per il dolore di quei luoghi completamente distrutti e abbandonati rendendoci sordi a qualsiasi altro suono, nulla è sopravvissuto alla furia del sisma. La strada in frantumi, le case squarciate, le piazze deserte e... il silenzio. Qui non c’è proprio più nessuno, i già pochissimi abitanti se ne son tutti andati e rimangono solo i militari e i vigili del fuoco.
La guida poi ci ha dato la possibilità di visitare il Museo della Sibilla aprendolo appositamente per noi.
Al ritorno al campo è stata l'ora dei lavori nel verde. I ragazzi divisi in squadre hanno dato il loro contributo ripulendo il prato vicino al campo e facendo dei lavoretti per Casa Gioiosa.
La mattina seguente prima di partire, tutti assieme abbiamo smontato le tende e ripulito la struttura che ci ha ospitato per poi caricare le valige sugli autobus e ripartire subito dopo pranzo.
Nella terza fase, la FASE C, i ragazzi, divisi in gruppi hanno progettato dei S.A.E. e/o edifici in genere per l’emergenza, in legno e ad alta efficienza energetica, guidati dai loro docenti.
Alla fine del mese di maggio, il 28, i progetti verranno raccolti e giudicati da una specifica giuria e vincerà il più meritevole dei lavori.


Questo progetto è stato portato avanti seguendo quattro C: CONDIVIDERE, COMPRENDERE, CONOSCERE E COSTRUIRE. Per i ragazzi quest'esperienza ha significato molto e in loro ha lasciato un'impronta importante. La serietà e la consapevolezza con cui hanno affrontato l'esperienza è lodevole.
Al ritorno a scuola, i ragazzi partiti hanno riportato ai compagni la loro esperienza e assieme ora stanno portando a termine i loro progetti, con un qualcosa in più dentro di loro e con molta più voglia di portare a termine un buon progetto.
Prof. Rita Gelmi

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