Stagione Teatrale di Cavalese, Tesero e Predazzo 2019-2020 - Fiemme e Fassa - aziende, eventi, cinema, notizie

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SI ALZA IL SIPARIO SULLA STAGIONE TEATRALE
Predazzo, Tesero e Cavalese propongono anche quest’anno un calendario condiviso

Predazzo, Tesero e Cavalese propongono anche quest’anno una stagione teatrale condivisa. Un calendario che vede i tre Comuni collaborare per offrire una proposta ricca, variegata e di qualità.  
Nel saluto che i tre assessori alla Cultura - Giovanni Aderenti per Predazzo, Silvia Vaia per Tesero e Ornella Vanzo per Cavalese - hanno scritto sul libretto di presentazione del programma 2019/2020 si parla dell’immortale magia del teatro: “Troppo grande è il piacere di vedere in platea gli spettatori che attendono l’apertura del sipario, che seguono silenziosi lo spettacolo, per poi commentare, discutere e parlarne ancora. La magia del teatro nasce da questo insieme di emozioni, riflessioni, attività, confronti e parole”.  

Il programma vede in totale 10 spettacoli. Si inizia subito alla grande il 7 novembre a Tesero con il “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show”, anteprima nazionale con il noto duo che torna insieme sul palco dopo 15 anni. Tesero ospita poi il 13 novembre “Serata romantica” con la rinomata compagnia di danza “Il Balletto del Sud” e l’11 dicembre “Uno di voi”, spettacolo sulle contraddizioni maschili del nostro tempo. Il 27 dicembre, sempre a Tesero, è la volta dello spettacolo per famiglie: quest’anno bambini e genitori potranno assistere a “Favole al telefono”, fiaba in musica tratta dalle filastrocche senza tempo di Gianni Rodari. Il 29 dicembre Predazzo ospita Flavio Insinna - volto noto della tv - con la sua piccola orchestra, sul palco con “La macchina della felicità”. Il 17 gennaio, ancora a Predazzo, “L’uomo e il mare di plastica alle radici di un sogno”, per riflettere sul ruolo dell’uomo custode della natura. Il 22 gennaio torna a Tesero la Rimbamand con “Manicomic”, spettacolo comico teatrale in cui la follia si trasforma in libertà e creatività. A San Valentino Predazzo propone “Uomo - donna, istruzioni per l’uso”, commedia che ha già fatto ridere migliaia di spettatori in Italia e all’estero. Si chiude a Tesero il 4 marzo con la commedia musicale “That’s amore” e il 13 marzo con “8 sfumature di Giulietta”, il dialogo dal balcone riscritto alla maniera di altri artisti.

Sono disponibili tre tipi di abbonamento: Fiemme (5 spettacoli Tesero e Cavalese, 1 spettacolo danza, 3 spettacoli Predazzo) a 95 euro intero, 85 euro ridotto; William Shakespeare (5 spettacoli rassegna Tesero e Cavalese + 1 spettacolo danza) 70 euro intero, 65 euro ridotto; Predazzo (tre spettacoli Predazzo) 35 euro intero, 30 euro ridotto. La prevendita riservata agli abbonati della scorsa stagione sarà attiva fino al 28 ottobre, presso gli sportelli delle Casse Rurali di Fiemme. La prevendita per i nuovi abbonati sarà invece aperta dal 29 al 31 ottobre, con le stesse modalità. I biglietti ai singoli spettacoli si potranno invece acquistare in prevendita da lunedì 4 novembre fino alle 15.30 del giorno dello spettacolo o direttamente alla biglietteria del teatro nell’ora precedente l’inizio.

    
ADDETTA STAMPA: Monica Gabrielli 340.8551994 - monicagabrielli@gmail.com

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Massimo Lopez e Tullio Solenghi tornano insieme sul palco dopo 15 anni, come due vecchi amici che si ritrovano, in uno Show di cui sono interpreti e autori, accompagnati dalle musiche live della Jazz Company diretta dal maestro Gabriele Comeglio.
Ne scaturisce una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni, sketch, performance musicali, improvvisazioni e interazioni col pubblico.
Tra i vari cammei, l’incontro tra Papa Bergoglio e Papa Ratzinger, in un esilarante siparietto di vita domestica, i duetti musicali di Gino Paoli e Ornella Vanoni e quello più recente di Dean Martin e Frank Sinatra, che ha sbancato la puntata natalizia di “Tale e Quale Show”.
In quasi due ore di spettacolo, Tullio e Massimo, da “vecchie volpi del palcoscenico”, si offrono alla platea con l’empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile “marchio di fabbrica”.
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Il Balletto del Sud, rinomata compagnia di danza italiana, approda a Tesero con uno spettacolo che riprende alcune tra le più belle pagine del repertorio romantico (Giselle, La Sylphide, La Bayadere, Les Sylphides), intervallandole con i brani di Chopin e le rime di Giacomo Leopardi, considerato il maggior poeta dell’Ottocento italiano.
Un intreccio di stili e artisti ben amalgamati tra loro. Sono molte infatti le qualità che accostano la poetica di Leopardi alle melodie di Chopin e la musica romantica, caratterizzate dal pessimismo degli autori: probabile effetto delle patologie di cui spesso soffrivano e sviluppatesi successivamente in un sistema complesso poetico e filosofico. Chopin e il poeta di Recanati, ad esempio, nacquero a dodici anni di distanza ma furono coetanei nella morte, giunta per entrambi a soli trentanove anni.
Nel corso della serata, i brani più celebri del balletto per antonomasia e del celebre poeta italiano dell’Ottocento rievocheranno le sempiterne suggestioni del Romanticismo, di cui furono tra i massimi rappresentanti. Ad interpretare le poesie di Giacomo Leopardi ci sarà Andrea Sirianni, apprezzato dalla critica e spesso voce recitante degli spettacoli del Balletto del Sud.
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Tratto da un fatto realmente accaduto.
Questa volta parliamo di uomini: 2019, il tasso di natalità è sempre più basso, il testosterone è in caduta libera, la fertilità maschile è in calo.
A questa “drammatica” situazione sembrano voler porre riparo i nostri personaggi: tre uomini e una donna, amici dai tempi dell’università. Ormai sono tutti sui trent’anni e li attende una nuova stagione esistenziale: la maturità.
In una giornata casualmente molto movimentata, Maria, giovane insegnante, in una girandola comica di “sfortunati eventi”, si trova a fare l’amore con i suoi tre più cari amici: Luca, Gianni e Jacopo, nuovi e antichi amori. Dopo qualche giorno Maria scopre, però, di aspettare un bambino. Terrorizzata, convince e raduna Luca, Gianni e Jacopo in un laboratorio di analisi: uno di loro è sicuramente il padre, ma chi?
Sono lì proprio per sottoporsi alla prova del DNA che darà la risposta all’angoscioso dilemma… ma la risposta sarà quella che i nostri eroi vorrebbero sentirsi dire?
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La creazione di José Reches affronta il tema della morte cerebrale. Nonostante il tema possa sembrare “pesante”, in realtà questa coreografia ci parla di ciò che ci tiene attaccati alla vita, in un costante chiedersi quale sia la linea di confine tra ciò che è presente e ciò che è da lasciare andare. Attraverso una combinazione di duetti fluidi e dinamici, i corpi dei danzatori viaggiano dentro ad una riflessione esistenziale che è in grado di muovere e, a tratti, anche di commuovere.
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FAVOLA MUSICALE PER TUTTA LA FAMIGLIA
“Favole al Telefono” è una “fiaba in musica” dedicata a tutta la famiglia che raccoglie alcune delle più celebri favole e filastrocche di Gianni Rodari, inserendole all’interno di una trama completamente originale in grado di parlare ai bambini di oggi e a quelli di allora, che sono poi i genitori di oggi.
Giovannino, un ragazzino particolarmente curioso e dalla spiccata fantasia, ha ritrovato in cantina il vecchio telefono della mamma; quel telefono al quale, quando era bambina, il nonno era solito chiamarla per raccontarle ogni sera una favola prima di dormire. Ma dove saranno finite tutte queste storie che la mamma ormai non ricorda più, si domanda Giovannino. Forse sono ancora lì dentro, conservate nella memoria del telefono. Ma quello strano apparecchio è così complicato con quella strana tastiera a disco e non funziona come il suo smartphone dove tutte le cose sono sempre facilmente accessibili. E così Giovannino ha deciso di portarlo a far riparare in un vecchio negozio di telefoni usati: gli Aggiusta Telefoni. Quì incontrerà quattro strani personaggi (lo scorbutico Conte Cornetta, la bizzarra Madame Phonè, la stralunata Biancapagina e l’intraprendente Gettone) grazie ai quali le favole torneranno magicamente a prendere vita sulla scena sotto forma di canzoni, racconti, filastrocche, piccoli numeri di varietà e in questo modo si potranno risvegliare anche la voglia di inventare e quella di giocare con la fantasia, forse anche loro ormai da troppo tempo rimaste addormentate.

Le favole dove stanno?
Ce n’è una in ogni cosa:
La favola sta lì dentro
da tanto tempo, e non parla:
è una bella addormentata
e bisogna svegliarla.

Così cantava Lucia Mannucci, celebre voce femminile del leggendario “Quartetto Cetra”, in una poesia di Gianni Rodari dal titolo “Le favole dove stanno?”. Ed è proprio ispirandosi al garbo e alla delicatezza del Quartetto Cetra e ai loro brani orecchiabili dai testi allegri e divertenti ma con arrangiamenti raffinati, che le favole torneranno a prendere vita sulla scena in un vero e proprio carosello musicale.
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Qual è il suono che più di tutti significa gioia fin da quando eravamo bambini? Il campanello della ricreazione, quel suono prolungato e felice che ci faceva tirare i quaderni in aria e ci catapultava nel divertimento. Ed è una vera e propria ricreazione “La macchina della felicità” di Flavio Insinna, uno spettacolo ricco di comicità, di racconti e di canzoni intrecciato alla trama dell’omonimo romanzo scritto dallo stesso Flavio e scandito dalla storia d’amore tra i due protagonisti Laura e Vittorio.
«Chi di voi e felice? Chi è felice alzi la mano!». Da questa provocazione Flavio Insinna, un Pierino cresciutello ma sempre birbone, parte alla ricerca della felicità, cercandola nelle piccole cose (che poi tanto piccole non sono) e nelle cose grandi (che poi tanto grandi non sono), in allegria, tutti insieme appassionatamente, mano per mano con il pubblico, come in un grande pranzo di Natale passato a ridere in compagnia di chi ti vuole bene.
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Uno spettacolo che parla dell’uomo, quell’uomo che messo di fronte all’immensità e alla bellezza della natura non capisce il suo ruolo di custode e ne fa scempio.
Lo spettacolo è una avventura in alto mare fatta di creatività, improvvisazione e fantasia che passa attraverso uno dei più grandi romanzi di tutti i tempi, “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway, il tutto senza parole ma con la potenza del silenzio ove nessuno può tapparsi le orecchie talmente è assordante.
Il divertimento, l’emozione e la meraviglia sono l’insieme di ciò che si vive durante lo spettacolo.
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Sono in cinque. Sono una band. Suonano e sono più o meno consapevoli di essere tutti affetti da numerose patologie mentali: ansie da prestazione, disturbo della personalità multipla, sindromi ossessivocompulsive. Uno di loro è un alcolista depresso, non essendo riuscito a realizzare il sogno di una vita: ballare alla Scala. E poi c’è un imprevedibile bipolare, cioè come sarebbero Jekyll e Hyde se fossero un pianista…
Un medico psichiatra prova, attraverso un percorso terapeutico, a sbrogliare questa intricata matassa e a condurre i suoi pazienti alla guarigione: musica, sport, pittura, viaggi, cinema: tutto è terapia.
Ma i nostri cinque sono duri a guarire e nonostante i continui richiami del medico, le loro migliori intenzioni e l’assunzione di farmaci dai nomi grotteschi, non riescono a liberarsi dalle loro ossessioni.
Una sorta di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” in versione comico/ teatrale, in cui la follia si trasforma in libertà, energia, divertimento e creatività. Perché non può esserci arte senza follia e… da vicino, nessuno è normale.

La Rimbamband torna, dopo alcuni anni dall’ultima apparizione, al Comunale di Tesero con il proprio nuovo spettacolo di travolgente “musicomicità”.
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In concomitanza con il debutto dell’edizione inglese a Londra, torna, per festeggiare il ventennale dal suo primo debutto, lo spettacolo che è stato un vero fenomeno teatrale sia in Italia che all’estero. La commedia ha già fatto ridere migliaia di spettatori, curiosi di spiare questa coppia di amici che si ritrova a dover condividere il letto di un motel. Da quel letto non scenderanno mai, ma su quel letto affronteranno le loro più intime paure, le reciproche curiosità, le debolezze mai ammesse, e riusciranno a confessarsi segreti e tabù mai pronunciati prima. Il tutto ridendo delle proprie debolezze.
Anche lo spettatore riuscirà a capire finalmente cose che non aveva mai avuto il coraggio di domandare.
Cosa pensano gli uomini della sessualità femminile?
Hanno presente quali siano effettivamente le fantasie delle donne? E le donne conoscono i piaceri dell’uomo?
Quali sono le tattiche per conquistarlo?
Qualcuno sa spiegare che magia c’è a fare l’amore di prima mattina, con l’alito pesante, la bocca impastata e le caccole agli occhi? E le posizioni ideali per trovare il punto G?
Ci sono uomini che lo cercano da anni e ancora non l’hanno trovato. D’altronde mica ci sono dei cartelli! Chi glielo indica poverini?
Nessuna donna ha mai detto «più su, più giù, più a destra o più a sinistra»… Neanche un aiutino!
Ma d’altra parte, può una donna presentarsi così: «Piacere, sono clitoridea, preferisco stare sopra, adoro i baci sul collo e il mio punto G è in fondo a destra!»?
Queste e altre ancora sono le domande che si pongono i due protagonisti nella stanza di un motel su un grande letto matrimoniale, lenzuola rosse e un’atmosfera piacevolmente piccante.
Cosa succederà su quel letto e quante verità verranno a galla, lo scoprirete solo ridendo.
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Lui. Lei.
Non si conoscono. Lui è stato lasciato dalla fidanzata. Lei molla il fidanzato. Lui e Lei si ritrovano senza casa. Lei e Lui affittano, per uno strano scherzo del destino, lo stesso appartamento. Lui e Lei sono costretti a passare un intero weekend insieme, ma Lei odia tutti i “Lui” e Lui odia tutte le “Lei”. I problemi arrivano quando arriva “L’altro”.
In un vorticoso susseguirsi di situazioni nasce una divertente storia d’amore condita da dolci e romantiche canzoni, una vera e propria commedia musicale “da camera”.
Una favola moderna sul bisogno d’amarsi per affrontare la vita.
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La figura di Butterfly, al contempo eterea e lacerata, è protagonista di una pièce che ne mette in scena i sentimenti feriti, il dramma interiore, la solitudine, raccontandone l’attesa e la fine, tragica e ineluttabile. Attraversato dal sentimento della dolcezza e del coraggio, lo spettacolo è sostenuto da un’energia a tratti implosiva e a tratti esplosiva che si riverbera tra il piano coreografico e quello sonoro. La drammaturgia musicale alterna i brani originali di Puccini, scelti tra le arie cantate da Cio-Cio-San, e le atmosfere apocalittiche, evocative di antichi rituali, create dal compositore Luca Vianini. Lo spazio scenico è diviso tra una Butterfly sospesa, collocata in uno spazio-tempo astratto e puro, interpretata dalla danzatrice in sospensione Elena Annovi, e un palcoscenico animato da dodici danzatori che di Butterfly rappresentano le viscere, il grido di dolore, la presa di coraggio fino al gesto estremo dell’Harakiri. Dal punto di vista coreografico, a brani veloci, scattanti, impetuosi, si contrappone l’attesa infinita e vibrante, malinconica e silenziosa della Butterfly, sospesa tra leggerezza, sogno, e malinconia.
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È il dialogo del balcone da “Romeo e Giulietta” di Shakespeare riscritto alla maniera di Molière, Pinter, Beckett, Pirandello, Feydeau, Goldoni, Woody Allen.
Oltre Shakespeare, sei classici del teatro più il regista americano per una messa in scena che porta lo spettatore dentro un gioco drammaturgico di riscrittura teatrale il cui scopo è l’incontro con l’altro nelle infinite declinazioni dell’amore. Quindi exercices de style non per raccontare la stessa scena con le diverse maniere del teatro, ma al contrario per tentare di rappresentare la diversità, il cambiamento, l’evoluzione del pensiero, dei modi, dei valori i quali sentiamo, evidentemente, avere un elemento comune e originario.
Di conseguenza i cavalieri misogini e appassionati di Goldoni, la follia di Pirandello, i caratteri burberi e farseschi di Molière, la sagacia crudele di Pinter, l’intellettualismo di Woody Allen e il modernismo minimalista di Beckett sono al servizio dello spettatore che, infine, sarà libero di elaborare il proprio personale sentire di quel momento culminante che è l’incontro.
All’interno di una cornice di suoni e coreografie, sul palco gli attori ricreano atmosfere, di volta in volta nuove e varie, attorno ad uno dei grandi temi dell’esistenza umana.
Sfumature, appunto, dello stesso grande tema.
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