Il taccuino di Giuseppe Spazzali note, impressioni e analisi tematiche per il comitato contro lo spreco - Fiemme e Fassa - aziende, eventi, cinema, notizie

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Il taccuino di Giuseppe Spazzali
note, impressioni e analisi tematiche
a Cavalese e in val di Fiemme
per il comitato contro lo spreco.

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27 maggio 2017
CICLISTI: PIU' SICUREZZA, MA VA RISPETTATA LA LEGGE
Non trasformiamo una festa della viabilità in una festa dei "fuori legge stradali"! Cos’è la mobilità sostenibile ...
Il modello ideale del sistema dei trasporti è la mobilità sostenibile. Per realizzarla servono nuove auto, nuove tecnologie, progetti, infrastrutture ferroviarie di nuova generazione e riorganizzazione del trasporto pubblico in Italia ed Europa.
Sono sempre di più in crescita, in questi anni, le iniziative per sensibilizzare la mobilità dolce, legati da una sola grande idea: la bicicletta è lo strumento per rendere migliore la nostra vita ed il nostro ambiente.
Emerge una nuova sensibilità ecologista anche per i passi Dolomitici con confronti molto discussi per risolvere in maniera concordata la viabilità turistica.



PERO’ COME SEMPRE NELLA VITA CI SONO DIRITTI MA ANCHE DOVERI … E LA SICUREZZA STRADALE E’ BASILARE, UNA PRIORITA’ ESSENZIALE CHE UN CICLISTA DOVREBBE OTTEMPRARE.  PIU’ DI 250 MORTI LO SCORSO ANNO (VEDI LE ULTIME TRISTI CRONACHE DI MICHELE SCARPONI, NICKY HAYDEN, JULIA VIELLEHNER) si sta pensando ad un nuovo decreto salva ciclista, purtroppo sono primi i ciclisti ad non rispettare il codice stradale, chi dovrebbe far rispettare la legge non riesce a farlo perchè tanti ciclisti non hanno con se i documenti di identificazione e quindi dovrebbero essere riconosciuti in caserma … e finche’ lo stato non riesce a mettere una data precisa sull’inizio delle sanzioni l’osservanza non si può fare, anche l’abbigliamento dei ciclisti risulta totalmente non adeguato ad essere facilmente visibile. le case costruttrici evitano di montare i supporti luminosi su mountain bike e bici da corsa e solo in rari casi rilasciano separatamente i fanalini con un libretto d’istruzioni per il montaggio e le indicazioni obbligatorie del codice della strada. Infine anche bici elettriche a pedalata assistita latitano, solo le city bike in regola.

LA STRADA è un bene comune e tutti hanno il diritto di utilizzarla in maniera consapevole. (ciclisti e non) PENSIAMOCI AD ESSERE PIU’ CIVILI ED EDUCATI E VALORIZZIAMO LA SICUREZZA IN PARTICOLARE AI TANTI RAGAZZI CHE SI IMMETTONO SULLE STRADE, UN DISPOSITIVO EFFICACE A LED (FARO ANTERIORE E POSTERIORE) COSTA MENO 20 EURO E PER CHI LO MONTA SULLA  BICICLETTA, OLTRE AD ESSERE IN REGOLA CON IL CODICE STRADALE, PROBABILMENTE PUO EVITARE UN INCIDENTE E PROTEGGERE LA PROPRIA VITA.

“DENARI BEN SPESI”
Ecco gli obblighi previsti dalla legge, da rispettare mentre si è alla guida della “due ruote”.
Anche fare sport richiede una attenta conoscenza della legge. Le prescrizioni necessarie per rendersi più “visibili” mentre si è alla guida della bicicletta non sono poche: servono per tutelare il ciclista, ma anche per garantire la sicurezza sulle strade. Eccole.
  1. Il faro anteriore della bicicletta deve essere bianco o giallo.
  2. La bicicletta deve essere munita di faro o catarifrangente posteriore rosso.
  3. I pedali o ai lati del mezzo vi devono essere i catarifrangenti gialli sui lati.
  4. La bicicletta deve essere munita di freni indipendenti e di un CAMPANELLO udibile a 30 metri.
  5. I ciclisti devono indossare un giubbotto retroriflettente o delle bretelle riflettenti (simili a quelli che si devono tenere in macchina per usarli nel caso di fermate di emergenza o incidenti). Tal obbligo scatta:
  • fuori città nelle ore notturne. Per “ore notturne” si intende 30 minuti dopo il tramonto fino a 30 minuti prima del sorgere del sole; in alternativa al giubbino sono ammesse bretelle riflettenti, che per chi pedala hanno il pregio di far sudare meno. Ma sono meno visibili, per la ridotta superficie. La sanzione, in caso di mancato uso del giubbetto, va da 23 a 92 euro. Il “kit sicurezza” può essere acquistato in tutti i negozi specializzati a prezzi relativamente accessibili.
  • E' vietato trasportare altre persone sulla bici salvo che essa non sia appositamente costruita e attrezzata. E' consentito tuttavia al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a otto anni di età, opportunamente assicurato con le attrezzature (sedile anteriore).
  • In tutte le gallerie in qualsiasi orario del giorno.
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21 marzo 2017
"I due gemelli"
La situazione del reparto nascite di Cavalese
Sono al settimo mese di gravidanza e posso dire che pensare al parto mi dà angoscia, non sono tranquilla ci sono troppe notizie che fanno a gara a perturbare il piacere della nuova vita, l’orgoglio di essere per la prima volta mamma. Non si può pensare di partorire ad orario, ho 70 km per arrivare a Trento in tempo, oppure, mio Dio! prendere un elicottero (la cicogna a pagamento) è questo il fascino dell’attesa, è questo il segreto di conoscere come dare nuova vita?

Saranno due gemelli e sento la loro curiosità del nuovo evento, specialmente la sera, quando è tutto tranquillo, quando non c’è rumore, quando sono più in sintonia per ascoltarli.

Uno dei due gemelli confida all’altro:
  • Tu credi nella vita dopo il parto?
  • Certo … dopo il parto deve esserci qualcosa, forse siamo qui per prepararci per questa novità.
  • Sciocchezze! Non c’è vita dopo il parto e poi come sarebbe questa vita?
  • Non posso dirlo ma sicuramente … ci sarà molta più luce, più aria, magari cammineremo con le nostre gambe e potremmo mangiare con la nostra bocca.
  • Sei impazzito! Come puoi dire che le nostre gambe potranno aiutarci, meglio la luce soffusa e poi mangiare con la bocca, molto meglio il cordone ombelicale. Sai che ti dico la vita dopo il parto non ci può essere e poi il cordone ombelicale è troppo corto.
  • Invece io ci credo, c’è sicuramente qualcosa di bello, forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
  • Però nessuno è tornato dopo il parto! Il parto non esiste, sono solo parole, non ci porta a nulla.
  • Io sono sicuro di una cosa, dopo il parto vedremo la nostra mamma e lei si prenderà cura di noi.
  • La mamma? Tu credi nella mamma? Dove credi che sia lei ora?
  • Adesso è tutta intorno a noi, è lei e grazie a lei che viviamo. Senza la mamma tutto questo non esisterebbe!
  • Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui è logico che non esista.
  • Ma cosa dici !!! noi la sentiamo tutti i giorni, quando siamo in silenzio, sentiamo le sue carezze, sentiamo il suo cuore … sai? Io penso che ci sia veramente un’altra vita, e sarà piena di affetto, piena di sorprese, tutta colorata, tutta profumata, anche difficile, ma è lì che ci aspetta e che ora noi stiamo soltanto preparandoci ad affrontarla …

Un augurio a tutte le mamme che stanno vivendo questo magico periodo e che la bellezza della nascita sia ricca anche di nuovi propositi politici che garantissero la dovuta normalità di nascere.
MEGLIO UN OSPEDALE EFFICIENTE, CHE UN NUOVO OSPEDALE !!!
Giuseppe Spazzali
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1 agosto 2016
"Per non perdere il treno..."
Un'opacità politica delle valli che non guarda al futuro
Sono sgomento, leggendo l'articolo che il quotidiano "Trentino" del  31 luglio, nel quale promuove la viabilità ferroviaria ed il turismo nella provincia altoatesina, senza dare alcun riferimento ai nuovi progetti su rotaia delle Valli dell'Avisio.

La provincia di Bolzano senza dubbio ha le idee molto chiare per la futura viabilità, ispirandosi alle direttive Unesco, credendoci e portando avanti i progetti che saranno reali già dal 2026, data del termine dei lavori del tunnel ferroviario del Brennero. L'Alto Adige è pronto a ricevere i nuovi flussi turisti incrementando il pil delle valli dolomitiche, il Trentino è notevolmente indietro e non capisce o non crede che la viabilità ferroviaria è e sarà il futuro economico delle Valli che crederanno e si faranno partecipi di questi nuovi progetti.

Secondo la mia opinione non si stà andando al di là della punta del naso ... invece di ambire a progetti ad ampio respiro, illuminati da concreti fattori che indicano la via ad un nuovo turismo, ad una nuova viabilità, ad un incremento economico a 360 gradi.
Una opacità politica delle valli che non guarda al futuro e un’idea commerciale, turistica, che faccia realmente pressione unitaria in questo senso. Purtroppo non si è visto pensiero verso le nuove generazioni e all'eredità che possiamo lasciare.
Nei momenti di crisi come quello che stiamo attraversando è importante avviare grandi opere di viabilità per essere preparati al rilancio economico. Mancano pochi anni, nel 2026 perderemo anche i nuovi turisti che saranno attratti unicamente dai nuovi progetti Altotesini. Le valli dolomitiche della provincia di Bolzano certamente ringraziano!
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4 gennaio 2016
IL BASTONE E LA CAROTA” …
… non mi viene altra frase in mente, pensando alla situazione del nostro ospedale di Fiemme, dopo anni di paventato rinnovo ed organizzazione sanitaria, la scelta politica attuale è quella di “TAGLIARE !!!”.
La sanità è un servizio pubblico Provinciale Statale derivato dalle nostre tasse, come sempre si spera che i nostri amministratori sappiano spendere in maniera adeguata le nostre gabelle, amministrandole con parsimonia, verificando continuamente i costi e i benefici, ma purtroppo negli ultimi anni non è stato così ed oggi che bisognerebbe avere ancora più accortezza il risultato è molto lascivo.

Togliere prestazioni sanitarie al nostro Ospedale vuole dire abbandonarlo ad un destino molto pericoloso, il personale è ridotto e non incentivato a restare, il pronto soccorso è allo stremo, fino al paradosso che il servizio attivo viene ridotto ad orari di ambulatorio, pensando ai 25000 residenti, Valle di Fassa, Valle di Fiemme, Valle di Cembra, che poi nelle stagioni invernali ed estive aumentano fino a 110000 unità, è veramente sconsolante.

Si vuole mandare tutti a Trento mettendo in crisi anche il servizio cittadino, si spostano pazienti e parenti con un notevole disagio, invece di spostare medici ed anestesisti. La parola magica è l'elisoccorso, che impiega 9 minuti da Trento a Cavalese ed altrettanti per il ritorno ad un costo di € 150 al minuto, pazzia totale, pensando che in caso di nebbia non funziona e la notte un solo elicottero dovrà giocare con i dadi per soccorrere urgenze da diversi nosocomi.  

Spero che i nostri amministratori locali non abbiano problemi sanitari e di conseguenza facciano dei ragionamenti ponderati sul malumore della popolazione per le prestazioni specialistiche, per la lunghezza di aspettativa su esami particolari; non siamo dei numeri per le statistiche anche se ogni cinque anni cercate questi numeri nelle votazioni, perché non si vuole investire sul valore umano e specialistico con azioni a favore del servizio pubblico che sono diametralmente opposti ai propositi (purtroppo già iniziati con dei progetti preliminari) di un nuovo Nosocomio. Non si può pensare ad un nuovo Ospedale, quando la situazione reale è quella attuale, può succedere purtroppo solo nel pubblico, nel privato solo quando la situazione è positiva si pensa ad ingrandirsi; speriamo che chi ci amministra previlegi il rapporto umano, preferendo di investire sui dipendenti che sono gli artefici del buon lavoro, mettendo la specializzazione e l’efficienza quale garanzia di un buon servizio. Una nuova struttura non farà MAI un buon NOSOCOMIO!!!

NO AD UN NUOVO OSPEDALE, NO ALLA RIDUZIONE DEI REPARTI, SI AD UN NUOVO PRONTO SOCCORSO, SI A NUOVE ASSUNZIONI CHE PERMETTERANNO DI FAR LAVORARE MIEGLIO E DI PIU’ LA NOSTRA STRUTTURA OSPEDALIERA.
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25 ottobre 2014 .... 27 novembre 2015
Ospedale ... dopo un anno, solo chiacchiere!
Avevo scritto questo articolo un anno fa ... oggi è ancora attuale. Dopo il bla bla della politica non è cambiato niente, l'idea "di Trento" consiste nel voler fare ospedali nuovi anzichè investire nei servizi con un più che probabile collasso del Santa Chiara.  Pensano diabolicamente al nuovo ospedale di Cavalese che avrà meno posti del vecchio ...

Ave Maria,
scusi della mia arbitraria lettera, sono sicuro di essere in abbondante anticipo ma vorrei dispensare alcuni consigli sul nostro territorio.

Mi è giunta la notizia che per fine anno avrebbe l’intenzione, in compagnia di Giuseppe, di passare due settimane bianche nella nostra Valle e precisamente a Cavalese.

La pubblicità delle nostre Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità, attrae tanti turisti da tutto il mondo, posso solo pensare che sarebbe un eccezionale occasione per incrementare la notorietà del luogo ed un vero business per gli operatori turistici, vorrei evidenziare che siamo molto devoti e tradizionalisti e disponiamo nella Valle di Fiemme tante greggi, di capre ed agnelli, tanti bovini, gli asini non mancano e poi pastori, intagliatori, falegnami, artisti di ogni genere e per i re Magi magari prenotando in tempo un volo low cost con un po’ di pazienza,  la viabilità non è delle migliori, potrebbero arrivare in tempo.

E qui cade il mio consiglio, per il 24 dicembre dovrebbe anticipare di 4 ore il parto o posticiparlo dopo le ore otto del giorno successivo, perché l’ospedale di Cavalese non accetterà, salvo ripensamenti, partorienti in orari notturni, quindi dovrebbe trovare una stalla od un altro ricovero se il Bambinello dovesse nascere nella notte.

In via ragionevole sarebbe meglio che restasse in Palestina a Betlemme  dove il freddo ed il gelo sono meno rigidi anche della nostra Politica locale.
Con devozione la saluto.
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15 luglio 2015
Per l'ospedale di Cavalese una lenta moria
Era già tutto previsto: i nostri amministratori lo sapevano in anticipo come si sarebbe evoluto la ristrutturazione organica dell’ospedale di Cavalese, una lenta moria suggellata da servizi sempre meno immediati, per far si che la gente si convinca che è meglio arrivare a Trento o a Bolzano invece che a Cavalese.
L’ospedale di Fiemme negli ultimi anni è stato turbato da continui allarmi di chiusura reparti, ridimensionato nei posti letto, con ristrutturazioni che annunciavano una riorganizzazione logistica più adeguata, sostenuta dal forte fabbisogno, nelle stagioni turistiche, d’interventi di pronto soccorso ed ortopedia; si sono anche annunciate opere eclatanti, quindi è logico pensare che come al solito in prossimità delle elezioni si è parlato di interventi faraonici, con la conseguenza di buttare alle ortiche quello che è stato fatto fino ad ora (con i denari delle nostre tasse) grazie all’abbaglio del nuovo.
Non vogliamo arrivare, con una nuova struttura e un servizio burocratico non soddisfacente verso i pazienti, alla chiusa del nosocomio, vedi memore l’ospedale di Mezzolombardo, ristrutturato e poi abbandonato.
Spero che i nostri amministratori locali abbiano fatto dei ragionamenti ponderati sul malumore per la prestazione specialistica, dalla lunghezza di aspettativa per un esame particolare, talvolta demandato tutto a Trento. In effetti, l’attuale struttura, ha bisogno principalmente di aggiornamenti strutturali, ma solo di quelli, manca d’investire sulla concretezza di prestazioni, esami specialistici, prenotazioni a minima scadenza; valorizziamo il valore umano con azioni a favore del servizio pubblico, altrimenti saremo fagocitati ad interessi vari.
Perché non si spostano a rotazione i chirurghi specialistici in determinate giorni della settimana, per avere l’eccellenza operatoria, invece di spostare i pazienti e parenti verso i lontani ospedali dei capoluoghi? In questa maniera il nosocomio potrebbe avere un esercizio di alto livello tutto l’anno, attirando pazienti che normalmente fuggono?
La realtà della situazione sanitaria in valle è questa, ed è ridicolo sentire un politico Trentino che vuole l’ospedale nuovo, i pochi milioni di spiccioli (8 milioni, 16 miliardi delle vecchie lire )  di differenza tra la ristrutturazione ed il nuovo edificio con spesa presunta di 33 milioni pari 66 miliardi di lire, che ovviamente lieviteranno a chi sa quali cifre; noi cittadini li preferiamo in verità investiti nel migliorare i servizi verso i pazienti, forti del fatto che un ospedale è efficiente e qualificato grazie all’ efficienza del servizio e non alla struttura.
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