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Rassegna LA GRANDE ARTE AL CINEMA
D E G A S
PASSIONE  E  PERFEZIONE
Il film evento offre una visione  unica sulla vita personale e creativa di Degas, indagando la sua  relazione con il movimento impressionista, la sua fascinazione per la  danza e i problemi di vista che lo attanagliarono sin dagli anni novanta  del XIX secolo. Gli spettatori scopriranno così la storia della sua  ossessiva ricerca della perfezione attraverso la sperimentazione di nuove tecniche e lo studio dei maestri del passato, tra cui artisti del Rinascimento italiano e pittori contemporanei come Ingres e Delacroix.  Uno studio che cominciò sin dal suo personale Grand Tour in Italia e che  si sviluppò anno dopo anno grazie alle continue frequentazione di  gallerie e musei parigini, primo tra tutti il Louvre.                                 
        
Come spiega lo storico francese  Daniel Halévy, Edgar Degas (1834-1917) era un lavoratore indefesso e  quasi sempre insoddisfatto che teneva la maggior parte delle sue opere  nascoste in scatole: le estraeva solo quando era costretto a venderle  per vivere.                                      

Degas, che gli amici  descrivevano come un uomo brillante capace di sprigionare allegria ma  anche terrore in chi gli stava vicino, era un artista interessato più al  processo artistico in sé che al risultato finale, tanto da essere noto  per l'ossessiva rielaborazione delle opere. Una mania che, in alcune  occasioni, lo spinse persino a chiedere ai committenti di riavere i suoi  quadri per poterli ulteriormente ritoccare anche dopo averli consegnati.

Per raccontare il quotidiano che tanto lo colpiva -la vita nei caffè  parigini (dal celebre Café Guerbois al Nouvelle Athènes), le corse di  cavalli, i ritratti di famiglia, i nudi femminili- Degas non si limitò  alla pittura ma realizzò anche numerose statue, prediligendo però la  cera o l'argilla: sosteneva di non poter lasciare nulla dietro di sé in  bronzo perché "il metallo era per l'eternità". Il mercante d'arte  Ambroise Vollard raccontò come un giorno Degas gli avesse mostrato una  ballerina che aveva ritoccato per la ventesima volta esclamando: "Non  scambierei nemmeno con un secchio d'oro il piacere che sento nel  distruggerla e nel ricominciare da capo".

Alla morte di Degas, nel 1917, più di 150 sculture in cera, argilla e  plastilina furono trovate nel suo studio, molte delle quali conservate  proprio al Fitzwilliam Museum. Saranno queste sculture, assieme allo  studio di alcuni dei suoi quadri più celebri, ai racconti di chi gli  stava vicino e alle sue stesse lettere a rivelare la complessa  interiorità di uno degli artisti più influenti e amati  dell'Impressionismo.
Cinema Teatro Comunale di Predazzo - ore 21.15
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